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sabato 23 maggio 2020

Foedus - I Patti del Demone Rosso di Viviana Versolato


TITOLO:Foedus - I Patti del Demone Rosso



AUTRICE:Viviana Versolato

GENERE:Fantasy

PREZZO:7,64 €

“Un patto è sempre un patto, e lui non poteva sottrarsi ai suoi termini. Anche se avesse voluto rimanere, non avrebbe potuto farlo.”

TRAMA:
Mentre la vita scorre frenetica sulla Terra, uno stravagante demone dai capelli rossi con in mano una pergamena bluastra viene invocato da cinque umani, ognuno con la propria richiesta. Rubellius sa perfettamente che il suo compito è concludere ogni singolo Patto per accontentare quei malcapitati, anime afflitte dall'ingordigia, dall'ira e dalla disperazione. Però, dopotutto, come sostiene la sarcastica creatura: ogni Patto ha un prezzo e Rubellius farà di tutto pur di riscuoterlo, a costo di sottrarre agli umani ciò che hanno di più caro: la vita.

COMMENTO:
Foedus è un libro che narra le vicende di un demone che si occupa di fare dei patti con gli esseri umani.
In questo libro si punta molto sul far vedere la debolezza dell'umanità, che pur di avere ciò che desidera vende la propria essenza.
Sembra quasi impensabile dare la propria essenza per un briciolo di fama o per vendicarsi di un torto , ma i personaggi di questo libro ci faranno ricredere .
Rubellius sembra che non abbia compassione verso le persone che stringono patti con lui, e questo lo si può pensare perché le uccide senza battere ciglio, in realtà ha anche lui ha dei sentimenti.
È molto carino anche il carattere libertino e irriverente di questo personaggio che da subito riesce a stare simpatico al lettore.
L'unico particolare che non mi convinta del tutto è che questo libro è lo spin-off di Daemon Patronum quindi non avendo letto quello è stato un po' difficile per me entrare in empatia con il personaggio, perché non riuscivo a capire il suo tormento interiore che invece viene spiegato in quell'altro libro.
Il libro è corto ,quindi si potrebbe erroneamente pensare che il personaggio non venga approfondito ma invece no.
Ogni capitolo parla di un patto stretto dal demone e ogni volta ci scontra con le motivazioni e i desideri più disparati.
L'ultimo capitolo l'ho trovato davvero e molto intenso perché si vede l'altra faccia del nostro demone, che lo rende meno indifferente agli occhi del lettore.
La lettura è scorrevole e come ho già detto è un libro molto corto , infatti io l'ho letto in un'oretta, però è davvero profondo.
Ve lo consiglio? Si,ma se ne avete la possibilità anche da wattpad leggete il testo principale perché secondo me è fondamentale. Appena avrò un attimo libero lo recupererò anch'io.

VOTO:3\5
Grazie per l'attenzione,
Francesca

venerdì 28 febbraio 2020

“L'anello di HellCity: Rinascita” e “L'evasione. L'anello di HellCity” di Francesco Di Giulio


Ciao a tutti oggi sono qui per parlarvi dei libri “L'anello di HellCity: Rinascita” e “L'evasione. L'anello di HellCity”



TITOLO: “L'anello di HellCity: Rinascita” e “L'evasione. L'anello di HellCity”



AUTORE: Francesco Di Giulio

GENERE: Fantascienza

PREZZO:13,90 € e 16,90 €

“E' proprio nel momento in cui dimentichi qualcuno
che quel qualcuno muore”

TRAMA:
HellCity è una città-regime, protetta da mura di cemento e controllata da telecamere. I cittadini vivono subordinati a leggi restrittive e, a seguito di una guerra nucleare che ha quasi estinto l’intera razza umana, sono convinti che la città sia l’unico luogo sicuro sull’intero pianeta. I cittadini non percepiscono la loro reale situazione e vivono schiavizzati da un sistema totalitario che li fa credere liberi, invece, tramite il bombardamento di false informazioni, l’istallazione di microchip sottocutanei e l’utilizzo di palmari, l’apparato di sicurezza cittadino tiene sotto controllo l’intera comunità. Jayson però si renderà conto del condizionamento mentale e risveglierà la sua mente dall’oppressione che grava sulle loro vite.

COMMENTO:
Ogni volta che leggo libri che non sono auto-conclusivi e ho tutta la saga a disposizione cerco di recensirli insieme perché comunque credo che sia più funzionale.
Poiché il sequel è un po' uno spoiler. Questo libro è ambientato in una città dove si vive come degli automi e non sia possibilità di scelta.
Quindi ci troviamo di fronte ad una realtà distopica.
La storia è molto bella perché ci fa entrare nelle dinamiche della città e soprattutto nella vita di Jayson.
Lui è un ragazzo comune che nella sua città non ha un nome ma è solo un Unità, Unità_31 .
Al contrario di tutti i personaggi di questo genere di libri non è un ribelle e non ha mai cercato di evadere dalla sua routine nonostante non lo soddisfi.
La sua ribellione nasce dopo che gli viene portato via qualcosa di veramente importante.
Ci sono alcuni particolari che non apprezzato molto ad esempio quando viene cambiato il punto di vista dal quale è raccontata la storia.
Soprattutto nel primo libro non si parla solo dal punto di vista Jayson ma anche dal punto di vista di Healy,Theresa, Tommy e Ayda.
E trovo un po' confusionario il modo in cui viene fatto.
Secondo me il libro aveva delle buone potenzialità per essere più lungo ed essere scritto un po' meno superficialmente.
Nel secondo libro ho apprezzato la crescita della storia che è più facile da seguire.
La lettura è scorrevole nonostante ci siano alcuni punti un po' confusi soprattutto quando si parla di eventi passati.
Tirando le somme di questa lettura direi che è un bel libro ma che ha alcuni particolari che a me soggettivamente non fanno impazzire però non voglio bocciarlo anzi ve lo consiglio perché ci sono alcuni particolari davvero interessanti e coinvolgenti.

VOTO:3/5

Buona lettura,
Francesca 

domenica 26 gennaio 2020

Città di carta di John Green

Buongiorno e buona Domenica! Oggi sono qui per parlarvi di una delle mie ultime letture!
TITOLO: Città di carta



AUTORE: John Green

GENERE: Romanzo

PREZZO:16 euro

“La verità è che tutte le volte che sono salita in cima al SunTrust Building, compresa quella volta con te e ho guardato giù, non ho pensato che quello che vedevo fosse di carta.
Guardavo giù e pensavo che quella di carta ero io.
Ero io la persona leggera e facile da piegare, non gli altri.
E qui sta il problema.”

TRAMA:
Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.

COMMENTO:
Dopo aver letto "colpa delle stelle" non potevo non leggere questo libro.
All'inizio è stato davvero complicato da seguire poiché mi aspettavo che mi facesse lo stesso effetto di "Colpa delle stelle" cioè che mi prendesse subito.
In realtà non è andata proprio così.
Nonostante le premesse dopo qualche pagina mi ha presa tantissimo e non riuscivo a non leggerlo.
Riuscivo solo a pensare:" Chissà cosa farà adesso Quentin o Chissà dov'è Margo".
In realtà io avevo visto il film quando era appena uscito ma nonostante questo il libro mi ha appassionata e stupefatta.
Quindi anche se avete visto il film leggetelo perché è del tutto diverso e di gran lunga migliore.
La lettura è scorrevole e molto semplice da seguire.
Non ci sono punti noiosi tranne inizio che parte un po' lento.
I personaggi hanno mille sfaccettature, e ognuno di loro ha un carattere e un ruolo nella storia.
Q è un ragazzo dolcissimo che farebbe di tutto per la sua amata.
Margo può anche sembrare una ragazza difficile ed egocentrica( un po' lo è) ma in realtà secondo me è una persona molto insicura.
Radar e Ben di sicuro sono i personaggi che mi hanno fatta ridere di più.
Mi piace molto il modo in cui l'autore sia capace di descrivere le ambientazioni poiché fa sentire il lettore parte della scena.
John Green mi piace molto come scrittore poiché nonostante i suoi personaggi siano sempre adolescenti non sono mai scontati.
L'indagine di Q per trovare Margo è davvero interessante poiché fa scervellare anche il lettore per trovare una soluzione al mistero Margo.
Ci sono diversi passaggi che mi hanno davvero coinvolta poiché lì ho trovati molto avvincenti.
Ve lo consiglio? Assolutamente si!

VOTO:4½/5
Buona giornata,
Francesca.

domenica 1 dicembre 2019

L'irriducibile inconciliabilità dell'essere (o l'incredibile storia del giovane Tony Paguroni) di Simon Schiele

Buongiorno e buona Domenica!
Oggi sono qui per parlarvi di Tony e del suo percorso per diventare influencer!

TITOLO: L'irriducibile inconciliabilità dell'essere (o l'incredibile storia del giovane Tony Paguroni)



AUTORE: Simon Schiele

PREZZO: 9,87 euro

“La stima incondizionata. Il tipo di stima
che ti fa dire che una cosa è bella
anche quando non lo è.
Su quello si basavano
i social network”

TRAMA:
Tony Pagùroni: (sost.) animale da discoteca della specie millennials, figlio di papà, dal sogno di diventare influencer. Può un individuo simile essere scambiato per un raffinato poeta contemporaneo? Secondo i social network, sì. Scopri questa pungente satira sulla società dell'apparire mentre segui la storia dell'autoproclamato "vate" Tony Paguroni e della frase che lo renderà famoso. Attorno a lui una famiglia teledipendente, insegnanti bipolari, invidiosi compagni di classe, presentatori tv in disperata crisi di mezza età e un mentore dalle dubbie doti intellettive. Una briosa farsa sul “dire tutto senza dire niente”, sugli abbagli della società contemporanea e sul fittizio mondo dei social network. Riuscirà Tony a realizzare il suo sogno? O le sue frasi vacue verranno scoperte per quello che sono?

COMMENTO:
La storia di Tony rispecchia un pò tutto il mondo dei social network.
Un mondo dove mettere tanti contenuti vuoti vale più di mettere contenuti ricchi di significato.
Ed è proprio qui che il nostro Tony metterà le radici, grazie ad una frase priva di significato ma di bel aspetto.
Difatti neanche lui all'inizio riuscirà a credere che da quella frase sia nato così tanto successo.
Ho apprezzato molto questa satira perché fa riflettere sul mondo di oggi.
Il libro scorre velocemente, non ci si annoia mai anzi si vuole sapere fin dove arriverà Tony per soddisfare i suoi scopi.
Tony è il tipico stupido che però riesce a credere in sé e proprio per il suo modo di fare le persone si chiedono se sia davvero stupido e se finga.
Le sue pillole di saggezza fanno rimanere a bocca aperta.
Come in questo passaggio :
“Mi hai detto che la vita è come una palla da bowling.” Simone udì la frase e chiese perplesso: “E come?” Tony e il piccolo si guardarono a vicenda. Risposero all’unisono: “O colpisce tutti i birilli o non vale la pena di essere ricordata!”
La famiglia di Tony crede in lui e lo vede come un grande poeta social.
L'unico che sa veramente di quale pasta è fatto è Simone che nonostante tutto lo aiuterà nel suo stravagante piano.
I compagni di Tony lo appoggiano e sono stupiti dal fatto che uno come lui sia riuscito ad avere questo grande seguito.
Il più stupito è Enrico che paradossalmente viene visto come l'invidioso della situazione quando in realtà non riesce a credere che un elemento del genere possa aver ottenuto tutta questa fama.
L'autore è stato davvero bravo a rappresentare un quadro così definito della società di oggi.
Il libro è davvero simpatico e le varie situazione riusciranno a fa sorridere il lettore.
Consiglio vivamente a tutti di leggere questo libro.

VOTO: 4½/5
Grazie per aver letto fin qui, 
Francesca.

sabato 9 novembre 2019

James Biancospino e le sette pietre magiche di Simone Chialchia

Buongiorno e buon sabato a tutti! Oggi torno con una nuova recensione!

TITOLO:James Biancospino e le sette pietre magiche



AUTORE:Simone Chialchia

GENERE:Fantasy

PREZZO:15 euro

“James Biancospino, specie in quell'ultimo periodo. Non pretendeva
pace,felicità,o fortuna: voleva solo imparare a godersi
i suoi anni e le esperienze della vita senza tanti
turbamenti, angosce e paranoie.”

TRAMA:
Agli albori del XVI secolo l'eterna lotta tra il Bene e il Male non si svolge solo con spade e pugnali, ma anche attraverso il dominio di antiche e misteriose pietre magiche: la vittoria arriderà a chi si dimostrerà più abile nel controllarne l'arcano potere. James Biancospino, un timido ragazzo del terzo millennio, si trova suo malgrado coinvolto nella guerra senza esclusione di colpi tra la Confraternita della Luce e la terrificante setta degli Oscuri. Attraverso viaggi avventurosi e mirabolanti battaglie, James scopre un po' alla volta il valore di parole come onore, dovere, coraggio, sacrificio, amicizia e amore, che doneranno un nuovo senso alla sua vita.

COMMENTO:
Il libro che ci troviamo davanti è un Fantasy ambientato in Italia.
Questo particolare mi ha incuriosita moltissimo, più che altro perché è un'ambientazione diversa dalle solite dei fantasy.
Ci sono tantissime cose che mi sono piaciute in questo libro, ma anche 2-3 che mi hanno un po' delusa .
Non ho apprezzato il fatto che il finale sia aperto e non dia alcune spiegazioni che a parer mio servono.
Credo anche che alla conclusione sia stato dato poco spazio.
Inoltre alcune parti abbastanza misteriose non vengono affatto spiegate lasciando una sensazione di incompletezza. 
Per il resto ho follemente amato questo libro, poiché oltre all'ambientazione ( che ho apprezzato molto) ci sono diversi particolari che sono davvero belli.
Alcune parti del libro oltre che sviluppare la trama intrattenendo il lettore lasciano anche alcuni insegnamenti.
Come non lasciare mai solo un compagno di squadra, difendere i più deboli e seguire sempre il bene.
La storia è molto intrigante e l'idea delle pietre mi piace molto.
Ad ogni pietra è associata una runa e un potere e questo mi ha davvero affascinata.
Si susseguono tante avventure diverse e appassionanti proprio per questo il lettore non è mai annoiato. 
Il viaggio che intraprenderà James per difendere il bene lo farà crescere e gli farà capire quali sono i suoi ideali e cosa vuole dalla vita.
I personaggi sono ricchi di sfaccettature e ognuno ha il suo carattere ben definito, il mio preferito è Clayton poiché è molto frizzante come persona.
Ho apprezzato molto il fatto che alla fine del libro sia presente un piccolo elenco dei personaggi con una breve descrizione , stessa cosa per le pietre.
Ve lo consiglio? Si è davvero una lettura piacevole. 

VOTO:4½/5
Grazie per l'attenzione,
Francesca.

domenica 7 luglio 2019

Ma tu sei felice di Federico Baccomo

Buongiorno e buona domenica a tutti oggi sono qui per parlarvi del libro “Ma tu sei felice?”

TITOLO: Ma tu sei felice?



AUTORE: Federico Baccomo

PREZZO: 10 euro (ebook) | 16,50 euro (cartaceo)

“VINCENZO «In queste condizioni uno come lo esercita il suo mestiere di padre?»
SAVERIO «Ci hanno indeboliti. »
VINCENZO« E' come se a Maradona, gli togli il pallone» .
SAVERIO «O a Gucci, i tamarri.»
VINCENZO «A Leopardi, la gobba.»
SAVERIO «A Padre Pio, l'acido folico.»
VINCENZO «Gli togli le loro armi. »
SAVERIO «La loro forza.»
VINCENZO «Non andrebbero più da nessuna parte.»
SAVERIO «Completamente smarriti.»”

TRAMA:
Tutto comincia con una domanda: Ma tu sei felice? È l'inizio di un dialogo all'apparenza ordinario, quello tra Vincenzo e Saverio, due amici seduti al tavolino di un bar per il classico aperitivo. Vincenzo ha un problema che riguarda suo figlio: un incidente con un compagno di classe, una maestra indelicata, un colloquio imbarazzante. Saverio ha un dilemma più immediato: la sua dieta iperproteica funzionerà davvero? Entrambi sono presi dall'epica di una quotidianità le cui tappe obbligate prevedono di prendersi cura della famiglia, sopravvivere al lavoro, arrivare a fine mese, oltre naturalmente a mentire, tradire, imbrogliare. Vincenzo e Saverio, insomma, sono tutti noi. Nel botta e risposta trascinante che questo romanzo mette in scena, ci appassioniamo ai colpi di teatro delle loro vite, e nelle loro vicissitudini di umanissimi antieroi riconosciamo le nostre. Ma le cose, nella letteratura come nella realtà, non sono mai come sembrano. Federico Baccomo si diverte a ribaltare i luoghi comuni e a giocare con le nostre aspettative di lettori, in un romanzo diverso da ogni altro. Un dialogo perturbante, comico, insensato, commovente: come la vita. Una moderna, irresistibile commedia dell'assurdo.

COMMENTO:
Ma tu sei felice?
Una domanda che nella sua semplicità non porta con se una risposta facile da dare.
Ed è con questa domanda che inizia il dialogo tra Saverio e Vincenzo.
Ci troviamo davanti ad un romanzo a due voci quindi molto semplice da seguire e veloce da leggere.
Il romanzo mi aveva già rapita con la trama che faceva già trasparire che sotto ci fosse qualcosa di nuovo.
Difatti è proprio così, il romanzo nonostante sia ambientato tutto nello stesso luogo non è pesante. L'autore tramite le parole di Vincenzo e Saverio è in grado di trasportare chi legge in diverse situazioni che hanno sempre una nota comica.
La bravura dell'autore si nota anche nel modo in cui è stato strutturato il dialogo, riesce sempre a passare da un discorso all'altro con facilità e a non annoiare mai.
Inoltre trovo questa lettura molto piacevole poiché la simpatia, la comicità e la complicità dei due personaggi fanno sentire il lettore come se fosse seduto al tavolino a chiacchierare con loro.
Lo scambio di battute per tutto il romanzo è comico e le vicende ,non sempre felici, sono raccontate con una nota di ilarità.
I nostri personaggi sono due grandi amici che si ritrovano a fare un aperitivo e partendo dal problema di Vincenzo inizieranno a tirare fuori ogni genere di discorso.
Loro sono un po' lo stereotipo dell'uomo che imbroglia e tradisce ma in questo genere di contesto non risulta pesante anzi rende la lettura ancora più divertente.
Mi è piaciuto davvero molto il finale davvero inaspettato che ha stravolto la storia e rivelato la verità di questo dialogo.
Ve lo consiglio? Si sopratutto perché è diverso e divertente.
E poi durante l'estate le letture leggere sono le migliori!

VOTO:3\5

Grazie,
Francesca.

lunedì 13 maggio 2019

Il carnevale della vita di Debora Cappa (commento e intervista)

Ciao a tutti!
Oggi voglio rendere più piacevole questo uggioso lunedì con il mio articolo!
Nella prima parte dell'articolo parlerò della raccorta di poesie “Il carnevale della vita”, mentre nella seconda parte ci concentreremo sull'autrice (Debora Cappa) e l'intervista.

TITOLO: Il carnevale della vita




AUTRICE: Debora Cappa

GENERE: Poetico

PREZZO: 8 euro

BREVE COMMENTO:
Il carnevale della vita è una raccolta di poesie che non possono non emozionarti.
Ogni poesia è ricca di figure che la rendono “reale” e aiutano il lettore ad immedesimarsi e ad emozionarsi.
Ho letto delle poesie in questa raccolta che mi hanno davvero colpita e fatta innamorare ma anche alcune non mi sono piaciute particolarmente (ovviamente è una cosa soggettiva).
Non sono un'esperta di poesie e vado molto a sensazioni ,oggi voglio consigliarvi quest'opera perché me ne ha lasciate di positive.

VOTO:3/5

Chi è Debora Cappa?



Debora Cappa è nata a Pescara,dove ha compiuto gli studi classici. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie tra cui “Il Carnevale della vita”.Numerosi i premi ,gli attestati e i pregevoli riconoscimenti della Critica.

Ecco a voi le domande che ho fatto alla nostra autrice:

1. Perché ha cominciato a scrivere?
Ho cominciato a scrivere perché per me è sempre stato un bisogno ancestrale,
che mi ha condotta ad esplorare le potenzialità racchiuse nell’uso della parola
poetica. Esso si è manifestato fin dalla più tenera età come incanto per racconti sia
reali sia fantastici.
Tale naturale propensione è stata successivamente rafforzata dagli studi classici, che
hanno incentivato la mia passione per la letteratura greca e latina, italiana e straniera
nonché per il gusto del “bello” e dell’arte in genere.

2. Quando ha deciso di voler diventare una scrittrice?
Ho deciso quando ho sentito il bisogno di intraprendere un percorso introspettivo,
che mi permettesse di approfondire la conoscenza di me stessa, quindi degli altri e di
ciò che ci circonda, attraverso la consapevolezza acquisita del vivere.
A tal proposito ricordo le parole di Arthur Rimbaud:”Il primo studio dell’uomo che
vuole essere poeta è la conoscenza di se stesso”.
Alla poesia mi sono dedicata poi, in seguito al bisogno di esternare sensazioni e
riflessioni, sentimenti e considerazioni, collocandoli dapprima in un percorso
introspettivo, che ho voluto custodire gelosamente, senza condividerlo con nessuno.
Solo in una seconda fase, dopo alcuni anni, mi sono lasciata convincere, aprendo così
uno spiraglio sul mio mondo interiore, a far conoscere pensieri in versi su esperienze
vissute in modo diretto ed indiretto.
Ho ritenuto che la poesia fosse il modo migliore per farlo, in quanto essa è dotata di
una particolare immediatezza. In pochi versi infatti può racchiudere significati
profondi e variegati.
Credo in aggiunta che possa svolgere una funzione etica, restituendo la giusta dignità
alle nostre vite.
E’ per di più talvolta pura evasione, rifugio all’incomunicabilità, che attanaglia le
nostre esistenze, visto che la solitudine, a mio parere, è il male del secolo.
Scrivere versi, a mio avviso, è come tentare di fermare in quell’attimo l’indefinito
che fa brillare d’eterno il finito e lambire così il ponte dell’ irraggiungibile.

3. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi?
Significa scontrarsi con molte difficoltà e variabili, in quanto la poesia per radicato
luogo comune è spesso considerata ostica, datata, d’élite.
La società odierna inoltre, superficiale, frivola, distratta da mille fatui interessi, ci ha
fatto abituare al culto dell’apparenza, all’ostentazione dell’esteriorità, alla ricerca
della fama immediata, alla mortificazione dell’essenza in nome di una mercificazione
totalizzante, una sorta di consumismo, che investe perfino i sentimenti e sembra
favorire un livellamento culturale, un’atrofia del pensiero.
Significa dunque, secondo me, essere animati da un misto d’incoscienza e d’amore,
ancor più se si compone in versi.
Si evince quindi che la poesia è un genere penalizzato, mentre godono ovviamente di
maggiore fortuna scritti d’intrattenimento leggero.
Ho potuto riscontrare però interesse ed entusiasmo da parte di numerosi giovani a
proposito dei miei versi. I loro commenti mi hanno fatto veramente piacere e perciò
ritengo che la poesia possa essere apprezzata nella giusta misura in un prossimo
futuro, mi auguro non troppo lontano.
Se da una parte dunque riscontro curiosità ed ammirazione dai lettori, dall’ altra,
anche a detta di molti miei colleghi, le difficoltà spesso sono poste da certi editori che
preferiscono lucrare sui sogni degli autori e che infettano l’intero settore in vari modi.
Anni di esperienza per fortuna servono a non cadere in trappole, seppur finemente
congegniate, perfino travestite da seria editoria non a pagamento.
Le opere valide inoltre non sempre vengono supportate, in quanto non usufruiscono
di un impianto pubblicitario adeguato, che, seppur apprezzabile, tende ad essere
fagocitato da tutto il resto.

4. Qual è il suo pubblico ideale? A che lettore pensa quando scrive?
Non ho né preferenze né preclusioni circa un ipotetico lettore, che spero si lasci
guidare nel cammino ideale dentro e fuori se stesso.
Il poeta potrà essere ascoltato e capito, magari anche apprezzato, ma solo da chi avrà
la tenacia e la voglia di non farsi limitare, nel senso più ampio del termine.
Quando scrivo dunque non penso ad una persona specifica, ma mi faccio trasportare
dall’ispirazione. Tutto ciò che colpisce la mia sfera emotiva, ancor più se induce
all’introspezione, diventa potenziale spunto per le mie composizioni poetiche.
L’ intento che in ogni caso mi prefiggo sempre di raggiungere è di concepire in veste
universale.

5. Il suo scrittore o la sua scrittrice preferita/o?
Nella mia libreria trovano sempre posto autori e specie poeti che per svariati motivi
ammiro.
Sono attratta in particolare dai poemi epici di Omero, dalle tragedie di Eschilo,
Sofocle ed Euripide, dalla poesia virgiliana, dai Carmina di Catullo, dall’elegia di
Ovidio, dai sonetti di Dante e del Petrarca, dalle odi del Foscolo, dagli scritti poetici
del Leopardi.
Non escludo di certo il romanzo storico I Promessi Sposi del Manzoni, la cui prosa,
in molti passi, è poesia vera e propria, le novelle ed i romanzi del Verga, le liriche
dannunziane, i testi di Pirandello ed ancora tante altre opere italiane e della letteratura
francese come quelle di Dumas padre e figlio,Victor Hugo, Émile Zola, Edmond
Rostand, inglese in particolare quelle di William Shakespeare, George Byron, Mary
Shelley, Jane Austen, Emily Bronte e Emily Dickinson, russa come i capolavori di
Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj e Anton Čechov.

6. Cos'è che la ispira maggiormente quando scrive?
L’ispirazione, per quanto mi riguarda, trae linfa vitale dalle emozioni e da tutto ciò
che colpisce la mia sensibilità, ancor più se induce all’introspezione.
Condivido pertanto l’opinione di Edoardo Sanguineti:”Uno sguardo vergine sulla
realtà: ecco ciò che io chiamo poesia”.
Anche a mio avviso la poesia della vita va riscoperta tramite la lente di
ingrandimento della semplicità, dello stupore,della curiosità, dell’incanto.
La mia poetica è molto personale, nasce dal desiderio di esprimere la mia essenza,
dalla necessità di interagire e di comunicare liberamente.
Ho sempre cercato di non ispirarmi a nessuno, considerando inarrivabili sotto vari
aspetti gli autori che ammiro.
La critica tuttavia, con mio grande orgoglio, ha rilevato nelle mie liriche paralleli con
Pindaro, Saba, Ungaretti, Montale, Calvino. Mi ha definita quasi una pittrice
impressionista non solo per le descrizioni paesaggistiche multiformi e variegate, ma
soprattutto per gli imperscrutabili e mutevoli moti interiori dell’animo umano
minuziosamente descritti.
La mia connaturata propensione per l’arte inoltre mi porta da sempre ad estendere
preferenze e curiosità anche ad altri campi, quali quello della musica, della pittura,
del teatro, del cinema, della danza e della fotografia.

7. Tra le poesie che ha scritto qual è la sua preferita?
Non c’è una poesia in particolare a cui mi senta emotivamente legata in assoluto.
Le mie preferenze variano di volta in volta, in base ai periodi, agli umori, agli stati
d’ animo…
Al momento, potrei tuttavia menzionare “Sfiorar l’Anima“ e “Pensieri”, incluse
nella mia opera prima “Il Carnevale della Vita”.
In un periodo storico in cui precarietà e mercificazione imperano su tutto, perfino sui
sentimenti, vorrei potesse essere salvaguardato ciò che in essi c’è di divino e di
eterno, per non farci condurre all’autodistruzione globale.
Sfiorar l’Anima
La luna
appoggia
il suo profilo
d’accecante purezza,
sul mantello
blu notte,
che l’avvolge
in un abbraccio
di protezione
infinita,
eterno
come solo
sa essere
il sogno dell’ Amore,
quando sfiora
due anime
elette.

L’imperare oggi di leggi ciniche ed asettiche rende rischioso pensare e dunque
rivelare una personalità nell’era dell’apparire e dell’apparenza.

Pensieri
Quale maschera,
dimmi,
ora vuoi che indossi?
Quella del compiacimento,
della gioia
o del dolore?
Magari del rancore?
Eppur non sono un attore!
Muovi, a tuo piacimento, tra le dita,
con soddisfazione infinita,
i fili d’un burattino
costretto a far la riverenza,
segno che lusinga
la tua potenza.
Ma
dei miei pensier
non potrai mai coglier
il profumo della
libera essenza.

8. Quanto c'è di personale nelle sue poesie?
Non uso la poesia per parlare di me stessa , in quanto l’ intento che in ogni caso mi
prefiggo sempre di raggiungere è di concepire in veste universale.
Non posso tuttavia negare ci sia qualcosa di autobiografico, dal momento che
considero la scrittura un potente mezzo analitico per conoscere gli angoli più
reconditi di se stessi.

9. Quando o dove scrive?
In tutte le situazioni che colpiscono la mia sfera emotiva, specie se inducono
all’introspezione e suscitano dibattito interiore.
Dunque potrei dire nella “stanza dell’ispirazione”, nel luogo in cui essa possa essere
coltivata e poi colta.
Con molta modestia mi unisco alle parole di Fedor Dostoevskij: “Il poeta, quando è
rapito dall’ispirazione, intuisce Dio”.

10.Se dovesse consigliare 3 poesie che le piacciono particolarmente quali sarebbero?
Le tre poesie che consiglierei sono:
-”L’infinito” di Giacomo Leopardi per il suo volger all’incommensurabile
-“Prendi un sorriso” di Mahatma Gandhi per l’idea di condivisione ecumenica
-“Un bacio” di Edmond Rostand dal Cyrano de Bergerac per il delicato
romanticismo.

Ringrazio la scrittrice per la sua disponibilità e le auguro il meglio per il futuro!
Grazie per l'attenzione, buona giornata,
Francesca.

sabato 13 aprile 2019

Relativo di Davide Skerl

Buongiorno e buon sabato a tutti ! Oggi voglio farvi conoscere un nuovo libro!

TITOLO: Relativo

 


AUTORE:Davide Skerl

PREZZO: 8 euro


TRAMA:
Quelle che leggerete sono storie che hanno come argomento il male che rimane  relativo in  quanto strettamente legato a un'idea di bene distorta o comunemente non accettata. 
Il bene, infatti, non è assoluto.
​
Ripensate a quella volta inconfessabile in cui siete stati egoisti, falsi o avete fatto IL MALE solo per tenervi buona una persona. Magari convincendo tutti gli altri che sì, lo facevate a fin di bene...

PRIME IMPRESSIONI:
Non l'ho ancora letto ma la trama e la copertina mi hanno colpita molto!
Secondo me sarà un libro che può far riflettere.

Buona lettura,
Francesca.

domenica 3 febbraio 2019

Gli eredi di Wulf Dorn

Buongiorno! Buona Domenica oggi sono qui per recensire uno degli ultimi lavori di Wulf Dorn ,"Gli eredi" !

TITOLO:Gli eredi

Risultati immagini per gli eredi wulf dorn

AUTORE:Wulf Dorn

GENERE:Thriller psicologico

PREZZO:17,60 euro

TRAMA:«Mi creda, avrà bisogno ancora di un sacco di caffè oggi. Sarà una cosa lunga.» Nella saletta colloqui del seminterrato del reparto psichiatrico dell’ospedale, Frank Bennell, stimato criminologo alla soglia della pensione, chiede aiuto a Robert Winter, psicologo con cui ha collaborato in numerosi casi di omicidio. Però i due esperti del lato oscuro della natura umana questa volta sono messi a dura prova. La donna che si trovano davanti, sopravvissuta a un grave incidente su una strada di montagna immersa nella nebbia e battuto dalla pioggia, sembra oscillare tra realtà terribili e allucinazioni. Si chiama Laura Schrader, trentadue anni, capelli biondi; nell’auto accanto a lei una pistola vecchio modello col caricatore vuoto e un baule in cui si nasconde una dura verità. Nel suo sguardo diffidenza e terrore. Perfino Winter, il quale nella sua carriera ha ascoltato dai suoi pazienti storie così plausibili da non riuscire quasi a smascherarle, non sa come mettere in ordine i pochi elementi ricavati con tanta fatica dalla donna: l’uomo che l’ha salvata chiamando i soccorsi e poi è sparito nel nulla, bambini dagli occhi di ghiaccio, misteriose uccisioni… Fatica a collegarli a quanto si vede nella foto che gli ha mostrato il collega: qualcosa di terribile, che supera ogni sua aspettativa. In una lunga notte, fuori dalla clinica, sotto un cielo nero e gonfio di odio sta succedendo qualcosa. Ma cosa? Bisogna credere a quella donna per arrivare in tempo. Se sarà ancora possibile.

“Il mondo è impazzito. E' un unico grande manicomio”

COMMENTO:
Eccomi tornata a recensire un lavoro del mio amato Wulf Dorn , re dei thriller psicologici.
Se avete già letto qualche recensione di questo romanzo saprete già che la maggior parte dei lettori lo ha trovato fuori dal suo stile,surreale e fine a se stesso.
Ma io l'ho trovato un bel libro e con questa recensione voglio spezzare una lancia a suo favore.
Il libro parla di Laura,una donna trovata in stato confusionale che alle spalle si porta una bambina morta nel portabagagli e un villaggio scomparso.
Ci troviamo quindi davanti ad una storia che è veramente fuori dal genere di Wulf Dorn più che altro perché non ci sono i soliti elementi strani che poi lui spiega accostandoli a disturbi psichici , ci sono solamente elementi surreali che non possono essere spiegati.
E' vero che questo libro non è il solito genere di Dorn poiché è un misto fra horror, apocalittico e psicologico ma non per questo bisogna considerarlo brutto.
In questo libro possiamo trovare la solita magia che mette lo scrittore nei suoi elaborati al fine di renderli irresistibili e impossibili da lasciare in asso.
La lettura è scorrevole accompagnata da termini semplici.
Vi è un alternarsi della storia di Laura e racconti particolari di bambini.
I personaggi che ci accompagneranno durante la lettura sono , Laura ,la sorella e la figlia (dalla quale parte tutto).
Come ho detto prima molti hanno definito il libro fine a se stesso ma io non l'ho trovato così anzi è presente un significato magari difficile da cogliere.
Secondo me l'autore voleva far capire al lettore che deve assumersi la responsabilità delle sue azione perché a lungo andare le conseguenze potrebbero non essere reversibili.
Ve lo consiglio? Si ,l'ho trovato un ottimo libro.

VOTO:5-\5

Buona lettura,
Francesca