Visualizzazione post con etichetta leggere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta leggere. Mostra tutti i post

domenica 2 febbraio 2020

Come una fenice di Chiara Calvini Benedetti

Buongiorno e Buona Domenica!
TITOLO: Come una fenice



AUTRICE: Chiara Calvini Benedetti

GENERE: Distopico, Romantico,azione, fantasy

PREZZO: 14 euro

“Rigirai quel pendente tra le mani e notai che sul retro era incisa
una frase con una calligrafia delicata:”Come una fenice:Brucia,Vivi”.
La misi al collo, proprio sopra la collana con l'anello di mio padre.
Una collana per ogni persona che avevo amato e
che mi era stata portata via.”

TRAMA:
Un'anima che non prova amore è imprigionata in un limbo, costretta a vagare sulla Terra senza meta, senza felicità. Ma un'anima innamorata è destinata a vivere per sempre.Un mondo distrutto dalla guerra.Una città fondata sulle menzogne.Un segreto troppo oscuro, ormai dimenticato.Un’unica via di salvezza, che potrebbe esigere un prezzo troppo alto da pagare. La scelta spetta ad Alex: scappare dal dolore che quel segreto le infligge, o affrontare le sue paure e rischiare la vita? Dicono che l’amore spesso porti al dolore. Lei sarà pronta a soffrire?Biografia autore:Chiara Cavini-Benedetti è nata nel 1996 a Firenze, città che ha poi lasciato per trasferirsi in Scozia, dove adesso lavora come Assistant Editor. Per lei, la scrittura non è solo una passione a cui non sa rinunciare, ma è anche un'ancora di salvezza a cui si è sempre aggrappata nei periodi più difficili della sua vita. "Come una Fenice", suo romanzo di esordio e primo volume di una trilogia, ripercorre con velati tratti biografici una storia che parla di paura, di dolore, di fiamme, di amore. Una storia che parla di forza. La forza di non lasciarsi schiacciare, la forza di sapersi rialzare. La forza di rinascere dalle proprie ceneri. Esattamente come una fenice.

COMMENTO:
Ho iniziato "come una fenice" con molta curiosità perché il titolo mi ispirava moltissimo.
Prima di tutto voglio fare una premessa, io amo da morire i libri dove ci sono questi scenari distopici.
Quindi non poteva non piacermi.
La storia inizia con questa ragazza che vive in questa città con tantissime restrizioni e tutta la sua giornata è programmata secondo uno schema.
Ovviamente come una perfetta protagonista lei sarà una ribelle.
Questa suo essere ribelle però le farà fare delle azioni avventate.
La lettura scorre in modo piacevole si riesce a seguire facilmente ,non si può non appassionarsi.
Anche la descrizione della città, delle regole e dei personaggi è davvero impeccabile.
Alex è una ragazza davvero sicura di sè e crede fermamente nelle sue idee nonostante siano in contrasto con tutto ciò che la circonda.
Ad un certo punto del libro però le sue certezze cominciano a vacillare.
Ho apprezzato molto come l'autrice sia riuscita a descrivere il senso di colpa di Alex.
Proprio per questo lei tende a fare azioni troppo impulsive credendo di fare del bene ma in realtà sono soprattutto per alleviare il senso di colpa.
L'unico particolare che non mi è piaciuto sono state alcune descrizioni che ho trovato un po' troppo cruente.
Ho amato tutti i personaggi dal primo all'ultimo, anche quelli cattivi perché la bravura dell'autrice nella descrizione del loro carattere e del loro modo di fare e te li fa amare.
Devo ammettere che però in questo libro c'è un cliché il PlayBoy e la ragazza bionda.
Ragazza bionda che poi si mostrerà meno superficiale di quanto sembra. Vorrei dire tanto altro sul libro e su cosa mi è piaciuto ma non voglio spoilerarvi niente.
Soprattutto perché mi aspetto che voi lo andiate a leggere perché è davvero imperdibile.
Quindi che dire ve lo straconsiglio ,non vedo l'ora che esca il sequel!

VOTO:5-/5
Buona giornata,
Francesca.

domenica 26 gennaio 2020

Città di carta di John Green

Buongiorno e buona Domenica! Oggi sono qui per parlarvi di una delle mie ultime letture!
TITOLO: Città di carta



AUTORE: John Green

GENERE: Romanzo

PREZZO:16 euro

“La verità è che tutte le volte che sono salita in cima al SunTrust Building, compresa quella volta con te e ho guardato giù, non ho pensato che quello che vedevo fosse di carta.
Guardavo giù e pensavo che quella di carta ero io.
Ero io la persona leggera e facile da piegare, non gli altri.
E qui sta il problema.”

TRAMA:
Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.

COMMENTO:
Dopo aver letto "colpa delle stelle" non potevo non leggere questo libro.
All'inizio è stato davvero complicato da seguire poiché mi aspettavo che mi facesse lo stesso effetto di "Colpa delle stelle" cioè che mi prendesse subito.
In realtà non è andata proprio così.
Nonostante le premesse dopo qualche pagina mi ha presa tantissimo e non riuscivo a non leggerlo.
Riuscivo solo a pensare:" Chissà cosa farà adesso Quentin o Chissà dov'è Margo".
In realtà io avevo visto il film quando era appena uscito ma nonostante questo il libro mi ha appassionata e stupefatta.
Quindi anche se avete visto il film leggetelo perché è del tutto diverso e di gran lunga migliore.
La lettura è scorrevole e molto semplice da seguire.
Non ci sono punti noiosi tranne inizio che parte un po' lento.
I personaggi hanno mille sfaccettature, e ognuno di loro ha un carattere e un ruolo nella storia.
Q è un ragazzo dolcissimo che farebbe di tutto per la sua amata.
Margo può anche sembrare una ragazza difficile ed egocentrica( un po' lo è) ma in realtà secondo me è una persona molto insicura.
Radar e Ben di sicuro sono i personaggi che mi hanno fatta ridere di più.
Mi piace molto il modo in cui l'autore sia capace di descrivere le ambientazioni poiché fa sentire il lettore parte della scena.
John Green mi piace molto come scrittore poiché nonostante i suoi personaggi siano sempre adolescenti non sono mai scontati.
L'indagine di Q per trovare Margo è davvero interessante poiché fa scervellare anche il lettore per trovare una soluzione al mistero Margo.
Ci sono diversi passaggi che mi hanno davvero coinvolta poiché lì ho trovati molto avvincenti.
Ve lo consiglio? Assolutamente si!

VOTO:4½/5
Buona giornata,
Francesca.

domenica 7 luglio 2019

Ma tu sei felice di Federico Baccomo

Buongiorno e buona domenica a tutti oggi sono qui per parlarvi del libro “Ma tu sei felice?”

TITOLO: Ma tu sei felice?



AUTORE: Federico Baccomo

PREZZO: 10 euro (ebook) | 16,50 euro (cartaceo)

“VINCENZO «In queste condizioni uno come lo esercita il suo mestiere di padre?»
SAVERIO «Ci hanno indeboliti. »
VINCENZO« E' come se a Maradona, gli togli il pallone» .
SAVERIO «O a Gucci, i tamarri.»
VINCENZO «A Leopardi, la gobba.»
SAVERIO «A Padre Pio, l'acido folico.»
VINCENZO «Gli togli le loro armi. »
SAVERIO «La loro forza.»
VINCENZO «Non andrebbero più da nessuna parte.»
SAVERIO «Completamente smarriti.»”

TRAMA:
Tutto comincia con una domanda: Ma tu sei felice? È l'inizio di un dialogo all'apparenza ordinario, quello tra Vincenzo e Saverio, due amici seduti al tavolino di un bar per il classico aperitivo. Vincenzo ha un problema che riguarda suo figlio: un incidente con un compagno di classe, una maestra indelicata, un colloquio imbarazzante. Saverio ha un dilemma più immediato: la sua dieta iperproteica funzionerà davvero? Entrambi sono presi dall'epica di una quotidianità le cui tappe obbligate prevedono di prendersi cura della famiglia, sopravvivere al lavoro, arrivare a fine mese, oltre naturalmente a mentire, tradire, imbrogliare. Vincenzo e Saverio, insomma, sono tutti noi. Nel botta e risposta trascinante che questo romanzo mette in scena, ci appassioniamo ai colpi di teatro delle loro vite, e nelle loro vicissitudini di umanissimi antieroi riconosciamo le nostre. Ma le cose, nella letteratura come nella realtà, non sono mai come sembrano. Federico Baccomo si diverte a ribaltare i luoghi comuni e a giocare con le nostre aspettative di lettori, in un romanzo diverso da ogni altro. Un dialogo perturbante, comico, insensato, commovente: come la vita. Una moderna, irresistibile commedia dell'assurdo.

COMMENTO:
Ma tu sei felice?
Una domanda che nella sua semplicità non porta con se una risposta facile da dare.
Ed è con questa domanda che inizia il dialogo tra Saverio e Vincenzo.
Ci troviamo davanti ad un romanzo a due voci quindi molto semplice da seguire e veloce da leggere.
Il romanzo mi aveva già rapita con la trama che faceva già trasparire che sotto ci fosse qualcosa di nuovo.
Difatti è proprio così, il romanzo nonostante sia ambientato tutto nello stesso luogo non è pesante. L'autore tramite le parole di Vincenzo e Saverio è in grado di trasportare chi legge in diverse situazioni che hanno sempre una nota comica.
La bravura dell'autore si nota anche nel modo in cui è stato strutturato il dialogo, riesce sempre a passare da un discorso all'altro con facilità e a non annoiare mai.
Inoltre trovo questa lettura molto piacevole poiché la simpatia, la comicità e la complicità dei due personaggi fanno sentire il lettore come se fosse seduto al tavolino a chiacchierare con loro.
Lo scambio di battute per tutto il romanzo è comico e le vicende ,non sempre felici, sono raccontate con una nota di ilarità.
I nostri personaggi sono due grandi amici che si ritrovano a fare un aperitivo e partendo dal problema di Vincenzo inizieranno a tirare fuori ogni genere di discorso.
Loro sono un po' lo stereotipo dell'uomo che imbroglia e tradisce ma in questo genere di contesto non risulta pesante anzi rende la lettura ancora più divertente.
Mi è piaciuto davvero molto il finale davvero inaspettato che ha stravolto la storia e rivelato la verità di questo dialogo.
Ve lo consiglio? Si sopratutto perché è diverso e divertente.
E poi durante l'estate le letture leggere sono le migliori!

VOTO:3\5

Grazie,
Francesca.

lunedì 13 maggio 2019

Il carnevale della vita di Debora Cappa (commento e intervista)

Ciao a tutti!
Oggi voglio rendere più piacevole questo uggioso lunedì con il mio articolo!
Nella prima parte dell'articolo parlerò della raccorta di poesie “Il carnevale della vita”, mentre nella seconda parte ci concentreremo sull'autrice (Debora Cappa) e l'intervista.

TITOLO: Il carnevale della vita




AUTRICE: Debora Cappa

GENERE: Poetico

PREZZO: 8 euro

BREVE COMMENTO:
Il carnevale della vita è una raccolta di poesie che non possono non emozionarti.
Ogni poesia è ricca di figure che la rendono “reale” e aiutano il lettore ad immedesimarsi e ad emozionarsi.
Ho letto delle poesie in questa raccolta che mi hanno davvero colpita e fatta innamorare ma anche alcune non mi sono piaciute particolarmente (ovviamente è una cosa soggettiva).
Non sono un'esperta di poesie e vado molto a sensazioni ,oggi voglio consigliarvi quest'opera perché me ne ha lasciate di positive.

VOTO:3/5

Chi è Debora Cappa?



Debora Cappa è nata a Pescara,dove ha compiuto gli studi classici. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie tra cui “Il Carnevale della vita”.Numerosi i premi ,gli attestati e i pregevoli riconoscimenti della Critica.

Ecco a voi le domande che ho fatto alla nostra autrice:

1. Perché ha cominciato a scrivere?
Ho cominciato a scrivere perché per me è sempre stato un bisogno ancestrale,
che mi ha condotta ad esplorare le potenzialità racchiuse nell’uso della parola
poetica. Esso si è manifestato fin dalla più tenera età come incanto per racconti sia
reali sia fantastici.
Tale naturale propensione è stata successivamente rafforzata dagli studi classici, che
hanno incentivato la mia passione per la letteratura greca e latina, italiana e straniera
nonché per il gusto del “bello” e dell’arte in genere.

2. Quando ha deciso di voler diventare una scrittrice?
Ho deciso quando ho sentito il bisogno di intraprendere un percorso introspettivo,
che mi permettesse di approfondire la conoscenza di me stessa, quindi degli altri e di
ciò che ci circonda, attraverso la consapevolezza acquisita del vivere.
A tal proposito ricordo le parole di Arthur Rimbaud:”Il primo studio dell’uomo che
vuole essere poeta è la conoscenza di se stesso”.
Alla poesia mi sono dedicata poi, in seguito al bisogno di esternare sensazioni e
riflessioni, sentimenti e considerazioni, collocandoli dapprima in un percorso
introspettivo, che ho voluto custodire gelosamente, senza condividerlo con nessuno.
Solo in una seconda fase, dopo alcuni anni, mi sono lasciata convincere, aprendo così
uno spiraglio sul mio mondo interiore, a far conoscere pensieri in versi su esperienze
vissute in modo diretto ed indiretto.
Ho ritenuto che la poesia fosse il modo migliore per farlo, in quanto essa è dotata di
una particolare immediatezza. In pochi versi infatti può racchiudere significati
profondi e variegati.
Credo in aggiunta che possa svolgere una funzione etica, restituendo la giusta dignità
alle nostre vite.
E’ per di più talvolta pura evasione, rifugio all’incomunicabilità, che attanaglia le
nostre esistenze, visto che la solitudine, a mio parere, è il male del secolo.
Scrivere versi, a mio avviso, è come tentare di fermare in quell’attimo l’indefinito
che fa brillare d’eterno il finito e lambire così il ponte dell’ irraggiungibile.

3. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi?
Significa scontrarsi con molte difficoltà e variabili, in quanto la poesia per radicato
luogo comune è spesso considerata ostica, datata, d’élite.
La società odierna inoltre, superficiale, frivola, distratta da mille fatui interessi, ci ha
fatto abituare al culto dell’apparenza, all’ostentazione dell’esteriorità, alla ricerca
della fama immediata, alla mortificazione dell’essenza in nome di una mercificazione
totalizzante, una sorta di consumismo, che investe perfino i sentimenti e sembra
favorire un livellamento culturale, un’atrofia del pensiero.
Significa dunque, secondo me, essere animati da un misto d’incoscienza e d’amore,
ancor più se si compone in versi.
Si evince quindi che la poesia è un genere penalizzato, mentre godono ovviamente di
maggiore fortuna scritti d’intrattenimento leggero.
Ho potuto riscontrare però interesse ed entusiasmo da parte di numerosi giovani a
proposito dei miei versi. I loro commenti mi hanno fatto veramente piacere e perciò
ritengo che la poesia possa essere apprezzata nella giusta misura in un prossimo
futuro, mi auguro non troppo lontano.
Se da una parte dunque riscontro curiosità ed ammirazione dai lettori, dall’ altra,
anche a detta di molti miei colleghi, le difficoltà spesso sono poste da certi editori che
preferiscono lucrare sui sogni degli autori e che infettano l’intero settore in vari modi.
Anni di esperienza per fortuna servono a non cadere in trappole, seppur finemente
congegniate, perfino travestite da seria editoria non a pagamento.
Le opere valide inoltre non sempre vengono supportate, in quanto non usufruiscono
di un impianto pubblicitario adeguato, che, seppur apprezzabile, tende ad essere
fagocitato da tutto il resto.

4. Qual è il suo pubblico ideale? A che lettore pensa quando scrive?
Non ho né preferenze né preclusioni circa un ipotetico lettore, che spero si lasci
guidare nel cammino ideale dentro e fuori se stesso.
Il poeta potrà essere ascoltato e capito, magari anche apprezzato, ma solo da chi avrà
la tenacia e la voglia di non farsi limitare, nel senso più ampio del termine.
Quando scrivo dunque non penso ad una persona specifica, ma mi faccio trasportare
dall’ispirazione. Tutto ciò che colpisce la mia sfera emotiva, ancor più se induce
all’introspezione, diventa potenziale spunto per le mie composizioni poetiche.
L’ intento che in ogni caso mi prefiggo sempre di raggiungere è di concepire in veste
universale.

5. Il suo scrittore o la sua scrittrice preferita/o?
Nella mia libreria trovano sempre posto autori e specie poeti che per svariati motivi
ammiro.
Sono attratta in particolare dai poemi epici di Omero, dalle tragedie di Eschilo,
Sofocle ed Euripide, dalla poesia virgiliana, dai Carmina di Catullo, dall’elegia di
Ovidio, dai sonetti di Dante e del Petrarca, dalle odi del Foscolo, dagli scritti poetici
del Leopardi.
Non escludo di certo il romanzo storico I Promessi Sposi del Manzoni, la cui prosa,
in molti passi, è poesia vera e propria, le novelle ed i romanzi del Verga, le liriche
dannunziane, i testi di Pirandello ed ancora tante altre opere italiane e della letteratura
francese come quelle di Dumas padre e figlio,Victor Hugo, Émile Zola, Edmond
Rostand, inglese in particolare quelle di William Shakespeare, George Byron, Mary
Shelley, Jane Austen, Emily Bronte e Emily Dickinson, russa come i capolavori di
Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj e Anton Čechov.

6. Cos'è che la ispira maggiormente quando scrive?
L’ispirazione, per quanto mi riguarda, trae linfa vitale dalle emozioni e da tutto ciò
che colpisce la mia sensibilità, ancor più se induce all’introspezione.
Condivido pertanto l’opinione di Edoardo Sanguineti:”Uno sguardo vergine sulla
realtà: ecco ciò che io chiamo poesia”.
Anche a mio avviso la poesia della vita va riscoperta tramite la lente di
ingrandimento della semplicità, dello stupore,della curiosità, dell’incanto.
La mia poetica è molto personale, nasce dal desiderio di esprimere la mia essenza,
dalla necessità di interagire e di comunicare liberamente.
Ho sempre cercato di non ispirarmi a nessuno, considerando inarrivabili sotto vari
aspetti gli autori che ammiro.
La critica tuttavia, con mio grande orgoglio, ha rilevato nelle mie liriche paralleli con
Pindaro, Saba, Ungaretti, Montale, Calvino. Mi ha definita quasi una pittrice
impressionista non solo per le descrizioni paesaggistiche multiformi e variegate, ma
soprattutto per gli imperscrutabili e mutevoli moti interiori dell’animo umano
minuziosamente descritti.
La mia connaturata propensione per l’arte inoltre mi porta da sempre ad estendere
preferenze e curiosità anche ad altri campi, quali quello della musica, della pittura,
del teatro, del cinema, della danza e della fotografia.

7. Tra le poesie che ha scritto qual è la sua preferita?
Non c’è una poesia in particolare a cui mi senta emotivamente legata in assoluto.
Le mie preferenze variano di volta in volta, in base ai periodi, agli umori, agli stati
d’ animo…
Al momento, potrei tuttavia menzionare “Sfiorar l’Anima“ e “Pensieri”, incluse
nella mia opera prima “Il Carnevale della Vita”.
In un periodo storico in cui precarietà e mercificazione imperano su tutto, perfino sui
sentimenti, vorrei potesse essere salvaguardato ciò che in essi c’è di divino e di
eterno, per non farci condurre all’autodistruzione globale.
Sfiorar l’Anima
La luna
appoggia
il suo profilo
d’accecante purezza,
sul mantello
blu notte,
che l’avvolge
in un abbraccio
di protezione
infinita,
eterno
come solo
sa essere
il sogno dell’ Amore,
quando sfiora
due anime
elette.

L’imperare oggi di leggi ciniche ed asettiche rende rischioso pensare e dunque
rivelare una personalità nell’era dell’apparire e dell’apparenza.

Pensieri
Quale maschera,
dimmi,
ora vuoi che indossi?
Quella del compiacimento,
della gioia
o del dolore?
Magari del rancore?
Eppur non sono un attore!
Muovi, a tuo piacimento, tra le dita,
con soddisfazione infinita,
i fili d’un burattino
costretto a far la riverenza,
segno che lusinga
la tua potenza.
Ma
dei miei pensier
non potrai mai coglier
il profumo della
libera essenza.

8. Quanto c'è di personale nelle sue poesie?
Non uso la poesia per parlare di me stessa , in quanto l’ intento che in ogni caso mi
prefiggo sempre di raggiungere è di concepire in veste universale.
Non posso tuttavia negare ci sia qualcosa di autobiografico, dal momento che
considero la scrittura un potente mezzo analitico per conoscere gli angoli più
reconditi di se stessi.

9. Quando o dove scrive?
In tutte le situazioni che colpiscono la mia sfera emotiva, specie se inducono
all’introspezione e suscitano dibattito interiore.
Dunque potrei dire nella “stanza dell’ispirazione”, nel luogo in cui essa possa essere
coltivata e poi colta.
Con molta modestia mi unisco alle parole di Fedor Dostoevskij: “Il poeta, quando è
rapito dall’ispirazione, intuisce Dio”.

10.Se dovesse consigliare 3 poesie che le piacciono particolarmente quali sarebbero?
Le tre poesie che consiglierei sono:
-”L’infinito” di Giacomo Leopardi per il suo volger all’incommensurabile
-“Prendi un sorriso” di Mahatma Gandhi per l’idea di condivisione ecumenica
-“Un bacio” di Edmond Rostand dal Cyrano de Bergerac per il delicato
romanticismo.

Ringrazio la scrittrice per la sua disponibilità e le auguro il meglio per il futuro!
Grazie per l'attenzione, buona giornata,
Francesca.

sabato 6 aprile 2019

La voce del silenzio e Una perla in mezzo al mare di Marco Castiglioni

Buon sabato a tutti! Eccomi tornata con una nuova recensione!

TITOLI: La voce del silenzio e Una perla in mezzo al mare



AUTORE:Marco Castiglioni

PREZZI: 4,70 euro (una perla in mezzo al mare) e 3,71 euro (la voce del silenzio)

COMMENTO:
Ringrazio l'autore per avermi dato la possibilità di leggere i suoi libri e farò un breve commento per entrambi poichè essendo libri di poesie e aforismi non c'è molto da dire ma più che altro da leggere.
Entrambi i libri parlano di temi attuali ed inoltre ogni poesia e aforisma ha un suo titolo.

La voce del silenzio
La voce del silenzio è una raccolta di aforismi che toccano temi diversi.
In questo primo libro rispetto al secondo possiamo trovare frasi scritte con rabbia e alcuni pensieri che non hanno un tema specifico.
Come nel secondo alcune sono scritte con tristezza,malinconia e amore.
Gli aforismi che mi sono piaciuti di più sono stati:
Il segreto della vita, tu sei, pianti usuali e l'inferno dentro di me.

Una perla in mezzo al mare
È la prima volta che leggo questo genere di libri ricchi di poesie.
Sono veramente felice di aver iniziato con questo perché è una bellissima raccolta.
Ce ne sono alcune di cui mi sono davvero innamorata per esempio :
Abbracciami, il mio perché,feelings, caro nonno ti scrivo e vita a scacchi.
Non fraintendetemi sono tutte veramente bellissime però queste sono quelle che mi sono rimaste nel cuore.

Mi sento di consigliarvi queste raccolte di poesie e frasi perché è bello leggerle ma soprattutto stringere questi libri fra le mani per poterle sottolineare per poi rifletterci su.

VOTO:3½\5
Buona lettura,
Francesca